Comune di Ostellato

IL TERRITORIO
Il comune di Ostellato, situato nella parte centrale della provincia di Ferrara, appartiene al territorio del Delta storico del Po. Oggi il paesaggio è dominato dai campi agricoli, ma prima delle bonifiche era caratterizzato da acquitrini e boschi. Le attività umane si concentravano sui pochi dossi fluviali emersi, che permisero la colonizzazione di un’area ricca di risorse ma soggetta a frequenti alluvioni. La presenza umana è antichissima, favorita da un lungo dosso fluviale oggi scomparso, corrispondente all’attuale provinciale Ferrara‑Comacchio. Il territorio conserva importanti ambienti naturali: le Valli, ricche di flora e fauna tipiche delle zone umide d’acqua dolce, e il Mezzano, un vasto comprensorio agricolo bonificato con popolazioni faunistiche stanziali. Fino agli anni ’60 queste aree formavano un’unica grande palude salmastra, trasformata radicalmente dalle opere di bonifica e dalla gestione idraulica, che sostituirono canneti e acque salmastre con campi coltivati.
CENNI STORICI
La storia di Ostellato è documentata da numerosi reperti archeologici. La prima attestazione scritta risale al 997, con il nome “Ustullatum” in una bolla di Gregorio V. Il territorio appartenne a Comacchio, poi all’Abbazia di Pomposa sotto Guido Monaco, e successivamente agli Estensi. Durante il dominio estense divenne luogo di caccia e svago, con residenze come Palazzo Strozzi (poi distrutto), Villa Tassoni e Villa Marfisa (oggi Villa Dalbuono). Degni di nota anche il podere Ca’ Matte, costruito nel 1450 come casa di caccia e un tempo affiancato da due torri, e la palazzina Dianti, appartenuta a Laura Dianti, favorita di Alfonso I. Dopo la devoluzione del 1598, Ostellato passò allo Stato Pontificio, subendo la progressiva perdita delle valli a favore di Comacchio e una gestione delle acque inefficace, che causò inondazioni ed epidemie. Solo dalla metà dell’Ottocento la situazione migliorò grazie alle grandi opere di bonifica, concluse definitivamente negli anni ’60 del Novecento. Tra le ultime testimonianze delle antiche zone umide sopravvivono le Anse Vallive di Ostellato. Nel territorio si trova anche il Museo Civico di Storia Naturale del Delta del Po. Di particolare valore artistico è la Pieve romanica di San Vito, dell’XI secolo. La chiesa parrocchiale dei Santi Pietro e Paolo, antica pieve ravennate, fu ricostruita nel 1638 in un’altra posizione; resta ancora il campanile originario del 1588, situato a circa 200 metri dall’attuale chiesa.
